domenica 1 agosto 2010

basta?

Sunday sucks!  
Oggi, come tante altre domeniche che sembrano schifosamente tutte uguali.
E non so perché.
Insomma la domenica dovrebbe essere un giorno "libero", in cui andare in giro, fare cose, vedere gente XD e invece poi finisce che stiamo sempre a casa. Oggi stavo male, come almeno una domenica al mese ogni mese per colpa di questo schifo di impianto ormonale che mi porto dietro. Insomma, se davvero esistono quelle che in quei giorni si lanciano cazzutamente dal paracadute, beh complimenti! Io fino a qualche anno stavo da dio anche nella settimana horribilis e invece TAAAC, doveva iniziare a venirmi sto càncaro (perdonate il dialettismo..) di mal di testa.
E quindi oggi casa e noia e tristezza e un po' di rabbia e anche il fatto di essere in 2 non aiuta.
E domani, altro splendido lunedì col mal di testa, perché a me dura dai 3 ai 4 giorni il porco.
Allora ti prego Grande Zucca di Charlie Brown, Buddha, Ganesh o come preferisci farti chiamare, fai che passi in fretta. Per favore!!! (la giornata intendo)

Ho voglia di divertirmi, è tanto che non mi diverto per un tempo superiore ad una manciata di minuti.. forse non so più nemmeno come si fa. Ma sono disposta e re-impararlo. Mancano 5 giorni alle ferie.
5 giorni col brutto muso grezzo ignorante testa di XXXXX  e sarò libera.   Non per sempre purtroppo, ma almeno x un po'. Lo dico per autoconvincermi che va tutto bene, che domani è il primo dei 5 giorni sopracitati, che stare a casa sarebbe un errore, e che passati questi 5 giorni arriva la pacchia.. perché allora è così difficile?!?
Ma non potevo avere un collega normale? Andare a lavorare sarebbe stato meno tremendo. Insomma, lavorare facendo un lavoro che non mi piace ma adattandomi è tollerabile, ma andare a lavorare ogni giorno scegliendo con cura magliette girocollo, io che quasi non ne avevo perché mi sento soffocare, che sennò il cretino mi guarda un po' troppo da bravo pervertito quale è...e dover mettere solo scarpe basse perché (e qui sta il bello) non devo solo fare l'impiegata ma anche la quasi-magazziniera e devo continuamente correre in giro per l'officina (e quindi al lavoro mi vesto peggio che posso per non rovinare i vestiti, altra cosa stupida ma demoralizzante)...e dover sentirmi continuamente dare della lesbica quando sa benissimo che ho un moroso da anni, solamente perché TI PIACEREBBE!!! (ora, io rispetto l'amore libero, sia chiaro. Ma qui ho a che fare con un cretino omofobo e pervertito al 100% che parla solo perché ha la bocca, un esempio: riferisco l'informazione che ha chiamato Tizia dell'azienda X. Bene, lui subito comincia a dire che mi vedrebbe bene con sta Tizia (ma anche con Caia!) e che me la deve presentare. Ahaha, ha fatto la battuta. Ok, incasso, rido mezzo secondo per far vedere che sto allo scherzo e vado oltre. Poi il giorno dopo siamo da capo. Sono IO che mi infastidisco per niente? Ditemi!!!)
Il lunedì è quindi il principio di un ciclo ripetitivo che per quanto duri da neanche 5 mesi, mi sta portando all'odio distruttivo. Non vedo soluzioni utili all'orizzonte, non posso licenziarmi e anche se mi lamentassi col Capo, non otterrei nulla se non incattivire l'ignorante. E le persone così quando si arrabbiano sono più pericolose di quelle razionalmente intelligenti, credo mi renderebbe la vita molto più impossibile di quanto sia già.
Cose belle, cose belle, cose belle. Pensieri postivi, presto.....



Ho iniziato un libro venerdì sera, costretta dalle circostanze diciamo così...non è mio, è di mia sorella. Si chiama l'uomo dei cerchi azzurri ed è di Fred Vargas, che anche se si chiama Fred è una donna.
Scrive troppo bene, ha uno stile veloce, scorrevolissimo, ma intricato come un groviglio di pensieri che viene districato da abili mani. Quando il protagonista elabora i suoi ragionamenti per una sorta di magia alchemica non puoi smettere di leggere. Non è uno dei miei soliti libri. E' un giallo un po' noir, ma di un genere che non avevo mai trovato prima, ed è anche un po' mistery..ma sono solo all'inizio, è presto per una recensione. Ad ogni modo, costa poco e se fosse mio, me lo porterei al mare per leggermelo mentre divento dorata come una cotoletta impanata, ma Non lo è quindi devo finirlo prima di partire, come IT.

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