martedì 22 marzo 2011

my personal odyssey at dawn.

L'unica guerra di cui parlerò in questo post è la mia, contro gli ostacoli che la vita mi pone davanti continuamente. Questo per quello che è successo oggi e anche perché non ho sentito un cavolo di notizie tra una cosa di fretta e l'altra e il fatto che in cucina, durante i pasti, si continui ad ascoltare il tg5. (no comment va...)

Come chi mi segue qui e là saprà già, oggi era previsto il mio salasso! Eh sì, finalmente mi sono decisa e sono andata a farmi questi benedetti esami del sangue, ecco come è andata. (E tenete conto che vivo in una piccola città del Veneto, dove la sanità è accettabile, di solito).

Dopo una nottataccia infame, causa stress, e nervoso, in parte dovuti al fatto che mi sarei dovuta alzare presto, ci ho rinunciato a dormire e così dopo serie di rigiramenti nel letto alle 6 ero in piedi, con 2 occhiaie grandi come uova di Pasqua e la faccia bella pallida, così da sembrare malata o sul punto di svenire! Evviva!
Molto bene, alle 6 e 30 stavo già crepando di fame, ma gli esami si fanno a digiuno perciò tengo duro, mi preparo e alle 7 mi accorgo che mio papà non solo è ancora in pigiama che si sta facendo il caffè, ma addirittura mi chiede se "ti vengono a prendere?" Chi, l'ambulanza??? E quindi il tempo passa e alla fine son riuscita ad arrivare al laboratorio x prendermi il biglietto solo alle 8 meno 20. Che è presto, ma lì la gente si accampa dalla sera prima, infatti ero la numero 84, nonostante le 3 code in cui viene divisa la folla! E ovviamente la sala di aspetto, che non è grandissima, ma neanche piccola, era più piena della chiesa il giorno di Natale! E quindi, resisti, stai in piedi e aspetta le 83 persone prima di te, mentre tuo papà se ne va perché non ha voglia di aspettare con te. Solo che io sono soggetta a svenimenti, e DEVO mangiare la mattina!
Grazie agli dei, non sono svenuta, però tanto in me non ero, infatti quando finalmente tocca a me, dopo lo sportello vado in laboratorio e uno dei dottori sclera e mi dice che devo prendere le fialette prima. E io mi guardo in giro, lui dice LAAA e ancora MA NO; LAAAAAAAAAAA urlandomi dietro, finché capisco e mi accorgo che LAAA vuol dire FUORI. Vado a prendermi le mie belle fialette e mi rimetto in coda, ma ormai il danno è fatto e succede che se urli di prima mattina a una personcina sensibile come me, piena di ormoni (maledetta pillola!) e con 2 ore di sonno in tutto, mi viene da piangere e sono allo stesso tempo infelice e incazzata. Così quando tocca a me, il dottore (un altro, sono in 5) mi chiede se voglio stendermi sul lettino e se sono scossa, chissà che faccia avevo...e così dissimulo e faccio finta che sia per l'ago, come una gentile donzella d'altri tempi, quando in realtà nè aghi nè sangue mi turbano granché.. 4 fialette del mio preziosissimo sangue (il zangue è vitaaa)e esco ringraziando in fretta e furia, col braccio dolorante mentre mi infilo la giacca e pesco il cellulare nella mia borsa piccola ma abbastanza piena, tanto per avvertire che ho finito, se qualcuno ha voglia di venirmi a prendere. Ma la bella figura ormai mi ha rovinato la giornata e così mi ritrovo a letto, e non so se ce la faccio ad andare a lavorare, lavoro=sofferenza spirituale=mettiti il tuo sorriso migliore e sopporta in silenzio il Cretino.
E la debolezza non manca, tanto che non riesco ad alzarmi in tempo, non ho la forza di farmi da mangiare, e nessuno mi aiuta, così faccio tardi e arrivo in orario al lavoro per miracolo.
E oggi mi devo pure sentir dire che (il Cretino) vuole uccidermi (stuprarmi prima è sottointeso) ma non saprebbe dove nascondere il cadavere.
E poi la gente si stupisce se in America qualcuno sclera di brutto e va a lavorare con un fucile a canne mozze!!!


Il resto è ok, anche se non riesco ad essere felice. Certo, ci sono dei bei momenti nel weekend, ma sono granelli in un mare di sabbia.

Il problema principale è che il lavoro risucchia il mio tempo e le mie energie, e il mio impegno, perché anche se non mi piace mi impegno sempre e comunque. Vorrei essere una di quelle persone che se ne fregano e sono felici, io invece per essere felice devo fare quello che mi piace, anche se ancora non so cos'è.

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